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Il
Progetto Tartarughe Marine è un progetto a livello internazionale che
a Lampedusa opera con successo dal 1990. Questo Progetto affronta la
questione su due punti: uno a mare, col recupero, la marcatura e la
liberazione di esemplari accidentalmente catturati; l’altro fronte
su cui si opera è a terra e tende a fornire dati sulla possibilità
di recuperare ambienti costieri utili alla nidificazione delle
tartarughe stesse. Il programma di liberazione e marcatura delle
tartarughe marine catturate accidentalmente durante le campagne di
pesca, spiaggiate o detenute illegalmente in ristoranti o pescherie ha
raggiunto ormai buoni risultati. Gli esemplari fino ad oggi salvati e
marcati sono più di mille ed è proprio la marcatura – tramite
apposite targhette fornite di numero di matricola – degli esemplari
che permette, sulla base delle ricatture, di studiare la biologia
delle tartarughe che nuotano nei nostri mari e di effettuare, quindi,
interventi di salvaguardia. Ed è proprio a Lampedusa che il Progetto
Tartarughe impiega i suoi massimi sforzi. Infatti, grazie alla
preziosa collaborazione dei pescatori, dei volontari, degli abitanti e
delle Forze dell’Ordine, molte tartarughe vengono riportate a terra
per essere curate e studiate.
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L’impegno
di molti centri è quello di sensibilizzare la fruizione estiva, ma
forse Lampedusa rimarrà un faro nella ricerca italiana sulle
tartarughe per la passione e gli sforzi impiegati nella salvaguardia
dell’area riproduttiva qui localizzata, ossia la Spiaggia dei
Conigli, oltre che per la tutela delle tartarughe stesse.
(testo
parzialmente tratto dal sito www.caretta-caretta.it
fotografie di SergioNeve)

Turisti
in attesa della liberazione delle tartarughe guarite.

Finalmente
in mare.

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