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Tartarughe
Marine

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Nuotano
nei nostri mari da oltre duecento milioni di anni.
Parenti strette delle tartarughe terrestri, hanno solo
trasformato i loro arti in pinne e assunto una forma
idrodinamica.
Tutte le tartarughe marine sono considerate specie in
estinzione e quindi protette dalle leggi. Sette sono le
specie che popolano i mari, ma di queste solo tre
frequentano il Mediterraneo. Una è rarissima: la
tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), che raggiunge i 2
metri di lunghezza ed è impossibile confonderla per via
del suo carapace carenato, coperto da una pelle molto
spessa. Poi cè la tartaruga verde (Chelonia mydas), ospite regolare in Mediterraneo che può superare
il metro di lunghezza, e si riconosce dal colore bruno
verdastro del carapace. Infine cè la tartaruga
comune (Caretta caretta) che frequenta soprattutto le
acque dellItalia e della Grecia. Può toccare il
metro di lunghezza, è ha un bel carapace colore rosso
marrone.
Di Caretta caretta animale simbolo di Lampedusa
come tutte le tartarughe marine, si sa ancora
poco, se non che trascorrono tutta la loro vita in mare.
Gli unici ricordi della lontana origine terrestre sono la
necessità di tornare in superficie per respirare, e di
venire a terra per deporre le uova. La sua dieta è
composta di granchi, molluschi, pesci poco veloci e
meduse.
Ma il mistero più grande è la sua eccezionale capacità
di ritrovare la spiaggia giusta per riprodursi dopo
migrazioni in cui percorre anche migliaia di chilometri.
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I Pericoli
Le tartarughe sono abituate a fare i
conti con i nemici naturali da tempo immemorabili. Da
adulte, poi, solo i grandi squali riescono a incutere
loro paura. I veri pericoli sono altri. Le tartarughe
possono poi restare impigliate nelle reti o abboccare
alle lenze dei pescatori, e morire soffocate. Nella
stessa sorte incorrono quando ingeriscono i sacchetti di
plastica abbandonati in mare, scambiandoli per meduse.
Ancora oggi, poi, molte tartarughe vengono catturate per
essere mangiate. Lincontro con loro, quindi,
diventa un incontro sempre più raro. Questo perché le
tartarughe cercano destate quello che cerchiamo
anche noi: spiagge tranquille e incontaminate, per
deporre le preziose uova dalle quali dipende il loro
futuro. Ma le spiagge tranquille, sono sempre meno, in
tutto il Mediterraneo e in particolare in Italia. Le luci
e i rumori spaventano le tartarughe femmine, tenendole
lontane dalle spiagge fino a quando per le uova è troppo
tardi. Le eliche dei motori fuoribordo le possono ferire.
Automobili, motociclette e spesso anche ombrelloni e
sdraio possono danneggiare le loro uova. Dividere le
spiagge di Lampedusa con le tartarughe è facile. Loro
non chiedono molto, solo di non essere disturbate dopo il
tramonto. Evitare quindi di frequentare le spiagge nelle
ore notturne, di provocare rumori, accendere luci o
fuochi nelle vicinanze. Non inquinare i mari! E se
qualcuno ci offre di acquistare gusci di tartarughe, o
animali vivi, rifiutiamo lofferta e denunciamo il
fatto alle autorità competenti.
Scheletro di
CarettaCaretta conservato nel museo del Centro di Recupero.

Tartaruga
in vasca in attesa di intervento chirurgico per estrazione amo.
continua>>>
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