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da
quante centinaia di anni frequentano le sue spiagge di sabbia
finissima per deporre le uova e così dar seguito
all’esistenza della specie. Forse in passato l’Isola era la
preferita dalle Tartarughe, oggi invece la realtà è un po’
diversa. L’inquinamento marino, lo sfruttamento senza regole
della pesca, l’abusivismo edilizio, strutture chiassose per il
turismo di massa hanno alterato l’ecosistema e Lampedusa non
è rimasta esclusa da questa escalation del progresso (lo
chiamano così!!). Le tartarughe marine, abili navigatrici,
conoscitrici dei segreti più profondi dei nostri mari, sono in
pericolo. La specie è a rischio! L’uomo con la sua sete di
ricchezza e di sviluppo (inconsapevole) ha sottratto loro lo
“spazio vitale”; le spiagge per la deposizione. Inoltre esse
vengono costantemente trovate nelle reti o impigliate a qualche
grosso amo da pescespada utilizzato dai pochi pescatori rimasti
a Lampedusa. Cosa fare in questi casi? Fortuna loro esiste a
Lampedusa un Centro di Recupero Tartarughe Marine del WWF,
gestito dalla Dott.ssa Freggi, biologa, una vita dedicata alla
salvaguardia e cura di questi splendidi animali. Il centro si
trova a pochi Km dal porto ed è dotato di una decina di vasche
per la convalescenza, una piccola sala veterinaria con ecografo,
radiologico, endoscopio, sala chirurgica e un piccolo museo del
mare che racconta ai tanti visitatori la storia del centro e
degli organismi che vivono nei nostri mari. Grazie ad un lavoro
di sensibilizzazione iniziato più di 15 anni fa rivolto ai
pescatori e alla popolazione locale, alcuni di loro collaborano
con il centro. Quando pescano accidentalmente una tartarughe,
con mille difficoltà la mettono in barca e la portano al Centro
del WWF, dove una squadra di volontari, studenti e non, italiani
e stranieri, coordinati da Daniela e dal veterinario del Centro
Vito Angileri, sono pronti a prestare loro tutte le cure del
caso. I volontari contribuiscono affinché il centro possa
andare avanti: tesisti, stagisti, studenti, operai, bancari,
veterinari, ogni anno e quando possono, prestano la loro opera
gratuitamente. Insieme formano una squadra vincente che ogni
anno cura e rimette in mare più di 300 tartarughe marine! Sono
numeri importanti questi, considerato che il centro a
tutt’oggi non è sostenuto da alcun finanziamento pubblico,
ahimè! Combattono insieme per proteggere la specie,
sensibilizzando il più possibile i visitatori(oltre 12000 ogni
anno). Le
tartarughe sono importanti per l’equilibrio dell’ambiente e
lo è anche il mare, fonte di ricchezza, di energia e di vita
per gli uomini. Un patrimonio da salvaguardare quindi. Ogni anno
le tartarughe marine per la deposizione delle uova scelgono
sempre più luoghi meno trafficati come l’isola di Linosa, le
coste agrigentine, la Libia, dove però purtroppo non godono
della stessa tutela che in Italia. Questo è un campanello
d’allarme! E’ necessario tutelare le coste italiane,
preservarne l’integrità e quindi mantenerne intatte le
caratteristiche naturali in modo tale che la flora e la fauna,
ed in particolare le tartarughe marine trovino le condizioni
ideali per la prosecuzione della specie. L’opera
di salvaguardia e di sensibilizzazione continua e deve
continuare inesorabile e senza sosta
affinchè le generazioni future possano vivere in un
ambiente pulito e ricco di risorse, oggi sempre meno disponibili
e scarse. Tutelare
l’ambiente oggi è una scelta che cambia la vita, dei posteri!
Antonsergio
Belfiori |