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Dalla parte delle tartarughe marine ( di Sergio Belfiori)

A poche decine di  miglia dall’Africa, ultimo lembo d’Italia, battuta dai venti e dal mare in tempesta, si trova l’Isola di Lampedusa, piccolo paradiso che un tempo ormai remoto serviva a dare riparo alle flotte che solcavano questi mari per portare a termine commerci o conquiste di terre sconosciute. Oggi l’Isola fa da riparo per le migliaia di turisti che ogni estate arrivano in cerca di refrigerio dalla calura metropolitana. Ma non solo! A Lampedusa trovano riparo anche le tartarughe marine della specie Caretta-Caretta, che chissà

da quante centinaia di anni frequentano le sue spiagge di sabbia finissima per deporre le uova e così dar seguito all’esistenza della specie. Forse in passato l’Isola era la preferita dalle Tartarughe, oggi invece la realtà è un po’ diversa. L’inquinamento marino, lo sfruttamento senza regole della pesca, l’abusivismo edilizio, strutture chiassose per il turismo di massa hanno alterato l’ecosistema e Lampedusa non è rimasta esclusa da questa escalation del progresso (lo chiamano così!!). Le tartarughe marine, abili navigatrici, conoscitrici dei segreti più profondi dei nostri mari, sono in pericolo. La specie è a rischio! L’uomo con la sua sete di ricchezza e di sviluppo (inconsapevole) ha sottratto loro lo “spazio vitale”; le spiagge per la deposizione. Inoltre esse vengono costantemente trovate nelle reti o impigliate a qualche grosso amo da pescespada utilizzato dai pochi pescatori rimasti a Lampedusa. Cosa fare in questi casi? Fortuna loro esiste a Lampedusa un Centro di Recupero Tartarughe Marine del WWF, gestito dalla Dott.ssa Freggi, biologa, una vita dedicata alla salvaguardia e cura di questi splendidi animali. Il centro si trova a pochi Km dal porto ed è dotato di una decina di vasche per la convalescenza, una piccola sala veterinaria con ecografo, radiologico, endoscopio, sala chirurgica e un piccolo museo del mare che racconta ai tanti visitatori la storia del centro e degli organismi che vivono nei nostri mari. Grazie ad un lavoro di sensibilizzazione iniziato più di 15 anni fa rivolto ai pescatori e alla popolazione locale, alcuni di loro collaborano con il centro. Quando pescano accidentalmente una tartarughe, con mille difficoltà la mettono in barca e la portano al Centro del WWF, dove una squadra di volontari, studenti e non, italiani e stranieri, coordinati da Daniela e dal veterinario del Centro Vito Angileri, sono pronti a prestare loro tutte le cure del caso. I volontari contribuiscono affinché il centro possa andare avanti: tesisti, stagisti, studenti, operai, bancari, veterinari, ogni anno e quando possono, prestano la loro opera gratuitamente. Insieme formano una squadra vincente che ogni anno cura e rimette in mare più di 300 tartarughe marine! Sono numeri importanti questi, considerato che il centro a tutt’oggi non è sostenuto da alcun finanziamento pubblico, ahimè! Combattono insieme per proteggere la specie, sensibilizzando il più possibile i visitatori(oltre 12000 ogni anno). Le tartarughe sono importanti per l’equilibrio dell’ambiente e lo è anche il mare, fonte di ricchezza, di energia e di vita per gli uomini. Un patrimonio da salvaguardare quindi. Ogni anno le tartarughe marine per la deposizione delle uova scelgono sempre più luoghi meno trafficati come l’isola di Linosa, le coste agrigentine, la Libia, dove però purtroppo non godono della stessa tutela che in Italia. Questo è un campanello d’allarme! E’ necessario tutelare le coste italiane, preservarne l’integrità e quindi mantenerne intatte le caratteristiche naturali in modo tale che la flora e la fauna, ed in particolare le tartarughe marine trovino le condizioni ideali per la prosecuzione della specie. L’opera di salvaguardia e di sensibilizzazione continua e deve continuare inesorabile e senza sosta  affinchè le generazioni future possano vivere in un ambiente pulito e ricco di risorse, oggi sempre meno disponibili e scarse. Tutelare l’ambiente oggi è una scelta che cambia la vita, dei posteri!

Antonsergio Belfiori

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